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Il trattamento della vescica iperattiva idiopatica

Tra le varie patologie che si possono riscontrare a carico dell’apparato urinario c’è una malattia che colpisce circa il 17% della popolazione adulta del continente europeo, che si definisce vescica iperattiva idiopatica. La vescica iperattiva idiopatica non è un effetto secondario di nessun’altra malattia, come sovente può accadere per malattie della vescica, ma è a se stante e può essere fortemente debilitante per la qualità della vita di chi ne è affetto.

In sostanza, consiste in una contrazione improvvisa e immotivata dei muscoli della parete pelvica, con conseguente stimolo subitaneo alla minzione. A volte, questo si traduce in episodi di incontinenza, sia diurna che notturna. Ad oggi, i trattamenti che si sono sperimentati per curare questa malattia non hanno dato risultati soddisfacenti, nel senso che, anche se si è riusciti a diminuire gli episodi di incontinenza, o di impellente necessità alla minzione notturna, si è riscontrato come effetto collaterale la necessità, da parte del paziente, di effettuare dei cateterismi per svuotare completamente la vescica. Il farmaco che si è impiegato per la cura della vescica iperattiva idiopatica è la tossina botulinica A, con un dosaggio di 200-300 UI. Gli studi scientifici sono però andati avanti, nel tentativo di ridurre od eliminare questo sgradevole effetto collaterale: in particolar modo, si è cercato di studiare l’uso della tossina botulinica, che spesso è l’unica ad essere tollerata dalla gran parte dei pazienti che soffrono di questo disturbo per motivi neuronali, dal punto di vista del suo dosaggio. Nel 2012 sono stati pubblicati i risultati di queste sperimentazioni; lo studio è stato portato avanti da una equipe di medici francesi, che ha cercato di ottenere dei risultati non solo strettamente medici, ma anche di miglioramento della qualità della vita dei pazienti trattati. In sostanza, si è pensato di diminuire il dosaggio della tossina botulinica A somministrandone ai pazienti in cura solo 100 UI. In questo modo, si è notato che il 65% dei soggetti trattati ha registrato una riduzione di oltre il 50% degli episodi di incontinenza e necessità di minzione improvvisa, quindi una percentuale più che soddisfacente. Nella maggior parte dei casi, inoltre, non si è reso necessario ricorrere all’auto cateterismo per lo svuotamento della vescica. Tutto questo conduce soprattutto ad un netto miglioramento della qualità della vita delle persone affette da vescica iperattiva idiopatica. La conclusione a cui i medici ricercatori sono giunti, dunque, è che, abbassando il dosaggio di tossina botulinica A, che ad oggi appare il farmaco più adatto ed efficace nel trattamento di questa specifica patologia, specie quando essa debba trovare la sua origine in un disturbo neuronale, si riducono significativamente i sintomi più fastidiosi della malattia stessa (episodi di incontinenza, stimolo impellente e subitaneo alla minzione). Allo stesso tempo, non si registrano significativi effetti collaterali e, nel complesso, il paziente può tornare a vivere una quotidianità più normale e meno disagiata, per quanto la patologia non possa essere risolta del tutto. Gli studi sulla vescica iperattiva idiopatica e la tossina botulinica A andranno avanti per cercare di migliorare ulteriormente i già soddisfacenti risultati ottenuti fin qui. Per conoscere a fondo le conclusioni raggiunte dagli studiosi francesi, si può consultare l’articolo “Efficacy and Safety of Low Doses of OnabotulinumtoxinA for the Treatment of Refractory Idiopathic Overactive Bladder: A Multicentre, Double-Blind, Randomised, Placebo-Controlled Dose-Ranging Study” del trattato European Urology.