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Pace maker vescicali per risolvere i problemi relativi alla minzione

Tra i problemi più comuni che le donne possono riscontrare a livello dell’apparato uro ginecologico, c’è quello dell’incontinenza urinaria o delle infezioni delle vie urinarie. Questa patologia non è grave, nel senso che non implica un rischio di vita, ma può fortemente penalizzare lo stile di vita delle pazienti che ne siano affette. Per esattezza clinica, una delle malattie più diffuse è la cistite interstiziale e provoca i seguenti sintomi.

Può dare vita a dolore alla vescica, anche intenso, con frequente sensazione di dover andare in bagno ad urinare; di contro, può anche dare vita a fenomeni di disuria, ovvero di incapacità di urinare anche se se ne avverte il bisogno. Impedisce di dormire serenamente, perché anche durante la notte si sente il bisogno di alzarsi per svuotare la vescica, e può causare infezioni e incontinenza. Questa patologia, ovviamente, rende difficile per la paziente che ne sia affetta di vivere una vita normale, e può essere curata con una terapia farmacologica, che però spesso non riesce ad annullare del tutto i sintomi, oppure con un intervento che consiste nell’impianto di un pace maker vescicale. Il pace maker vescicale non è tanto conosciuto quanto quello cardiaco, ma altrettanto efficace e diffuso. Si calcola che nel mondo ci siano circa 80 mila pazienti che hanno subito l’impianto di un pace maker vescicale, e che circa il 60-70% di loro ne abbia tratto giovamento a lungo termine. Anche in Italia ci sono strutture ospedaliere che eseguono questo tipo di intervento, ed uno dei centri che viene considerato di eccellenza è l’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia – Cervello di Palermo. Qui si trova l’Unità di Uroginecologia che nel biennio 2014-2015 ha ricevuto il bollino rosa da parte dell’Osservatorio ONDA (Osservatorio nazionale sulla Salute della Donna). Il direttore del reparto è Biagio Adile, il quale da anni si occupa delle problematiche di incontinenza e minzione delle donne, ed ha individuato nell’impianto del pace maker il modo migliore per risolverli, e di conseguenza dare un netto aiuto alle pazienti nel ritrovare uno stile di vita sereno e normale. L’intervento consta di due parti: innanzitutto, vengono individuati dei soggetti che si presentano come idonei per subire l’intervento. La selezione avviene attraverso una elettrostimolazione esterna e una da catetere, che serva a testare la ricettività del soggetto. Individuate quindi le pazienti che possono essere più adatte, poiché fanno registrare dei miglioramenti a seguito di questa terapia, a loro viene effettuato l’impianto del dispositivo, che consiste in un elettrodo interno. Il pace maker vescicale viene innestato in anestesia locale, con un’operazione che è facilmente reversibile, qualora non si riscontrino dei benefici sostanziali dopo un certo periodo di tempo. Se questa operazione ha un risultato positivo, in seguito si procede con un impianto che diventa definitivo. I test che vengono effettuati, per verificare se il pace maker sta sortendo il suo effetto, è a livello di valutazione del dolore, e di ritenzione urinaria post minzione. Si tratta quindi di un trattamento davvero innovativo, solo minimamente invasivo, ma che può davvero riuscire a risolvere in modo permanente un problema che altrimenti può affliggere il paziente in ogni giorno della sua vita. Con il pace maker, inoltre, si evita di dover assumere farmaci, che hanno sempre degli effetti collaterali, e per il resto si può svolgere una vita assolutamente normale, senza conseguenze di sorta.