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Ginecologia. Le nuove metodologie di diagnosi della gravidanza

Emblema rosso per le operazioni di parto difficoltose, arancione per quelle mediamente impegnative, e verde per quelle tradizionali. Dall'autunno di quest'anno, presso il reparto ostetricia di Belluno gli stari di gravidanza verranno monitorati con attenzione per tutto il percorso clinico.

A seguito dell'istituzione e dell'unione dell'organico dei reparti emiliani e toscani, l'intero gruppo di lavoro del reparto, supervisionato da Antonio Lo Re, direttore del centro ospedaliero, darà il via a un vero e proprio cambio di rotta per quanto concerne il monitoraggio delle gravidanze. Tale metodologia ha consentito una decrescita delle operazioni di cesareo da una quota in percentuale pari al 35% relativa a cinque anni fa, a un 24% registrato in questo ultimo anno. Il direttore del centro evidenzia come in questo 2014 si sia registrato un incremento di soggetti di sesso femminile che hanno deciso di recarsi fin da subito presso l'ospedale bellunese piuttosto che affidarsi ad altri centri sanitari dislocati fuori dal territorio. A fronte di una quota di sessantatré donne che hanno optato per una cura a Feltre, sessantacinque hanno optato per l'ospedale bellunese. Si tratta di cifre non particolarmente grandi, in quanto a differenziali, ma che dimostrano come la tendenza sia cambiata nel corso di questi ultimi anni, e di come la strada da proseguire sia in realtà stata già tracciata. Tale inedito piano di gestione dei parti, suddiviso in tre sezioni, rappresenta una assoluta novità per quanto concerne il nostro territorio. È utile menzionare come, attraverso questo sistema, si è potuto rilevare che l'85% delle gravidanze risulta essere di tipologia tradizionale, corrispondente dunque all'etichetta verde assegnata dal reparto ostetricia del centro ospedaliero bellunese. Questa suddivisione in categorie di criticità viene effettuata a seguito dei tre mesi iniziali di diagnosi. Nel caso in cui la criticità venga stabilità al livello più basso, quindi di colore verde, la gestazione sarà monitorata fin da subito, come per gli altri casi, da parte dell'ostetrica preposta, attraverso incontri mensili seguiti da consulenze della durata di circa mezz'ora ciascuna, per tutto il corso della gravidanza. Naturalmente, chiarisce Lo Re, questo accadrà unicamente nel caso in cui il livello di criticità dovesse rimanere impostato su tale parametro. Dovesse rilevarsi, al contrario, nel corso della gestazione, una criticità maggiore, questa sarà trattata con maggiore attenzione, sarà infatti affiancata alla figura della ostetrica quella del medico, fino al termine della gravidanza. Questo metodo di monitoraggio e cura delle pazienti è stato attivato dall'inizio di quest'anno, e sono più di quattrocento gli interventi effettuati seguendo questo protocollo. Questo sistema sarà adottato, nel corso dei prossimi mesi, anche a Pieve di Cadore, Cortina, e Auronzo, spiega Antonio Lo Re. Il primario ha evidenziato come si sia prodotto, in questo 2014, un aumento pari al 30% delle operazioni day surgery, e delle attività di ambulatorio, da 3.391 interventi registrati cinque anni fa, a 4.451 registrati lo scorso anno. Sono in incremento anche le operazioni di pronto soccorso, passate da 4.086 di cinque anni fa, a 5.361 dello scorso anno. Questi dati dimostrano come metodologie di intervento in cui sia garantita la competenza, e sia evidente la volontà di trattare gli specifici casi in modo adeguato, siano premiate e scelte dalle pazienti in stato di gravidanza con sicurezza.