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I cambiamenti della donna in menopausa

Un momento molto delicato nella vita di una donna è la menopausa. In questa fase della sua esistenza infatti la donna termina il suo periodo fertile, e questo provoca nel suo corpo numerosi cambiamenti, alcuni temporanei ed altri invece definitivi. Ad esempio, uno dei sintomi più noti della menopausa sono le vampate di calore, che però sono solo un fenomeno passeggero e svaniscono con il tempo.

Altri sintomi invece possono diventare cronici se non curati, e uno di questi è l’atrofia vulvovaginale. In menopausa il corpo della donna smette di produrre degli ormoni chiamati estrogeni; la loro scomparsa induce ad una serie di cambiamenti a diverso livello, sia genitali che legati alla vita sessuale, e anche per quel che riguarda le funzioni urinarie. L’atrofia vulvovaginale è molto più diffusa di quanto non si creda: si calcola che ne soffrano nella sola Italia circa 7 milioni di donne, praticamente una su due di quelle in menopausa. Eppure è una patologia poco nota, questo perché molto spesso le donne si vergognano di parlarne e preferiscono tenersi il disturbo piuttosto che confidarsi con il loro medico: solo il 25% delle donne affette da atrofia vulvovaginale si rivolge ad uno specialista per avere una cura. C’è da dire anche che molti medici sottovalutano i sintomi dell’atrofia, perché essi vengono considerati come qualcosa di connesso alla menopausa e all’invecchiamento, e di conseguenza inevitabile. Ma non è così, e la moderna scienza medica ha messo a punto molti rimedi uroginecologici che permettono anche ad una donna in menopausa di avere una vita sessuale piacevole e soddisfacente, e di rimediare ad ogni fastidio connesso all’atrofia vulvovaginale. L’atrofia vulvovaginale, come fa intuire il suo stesso nome, significa una riduzione di volume della vagina e delle grandi e piccole labbra. Accade infatti che la diminuzione degli estrogeni, e un minor afflusso di sangue ai genitali femminili, causino un restringimento e un accorciamento delle labbra vaginali. Questo espone maggiormente la parte ad irritazioni, anche perché la diminuzione del collagene fa sì che la pelle si secchi con molta facilità. Anche l’acidità e la lubrificazione vaginale subiscono delle modifiche. Tutto questo causa dunque secchezza, bruciore, arrossamento, che si accentuano durante un rapporto sessuale e inducono la donna quindi ad evitarlo, o a viverlo con angoscia e fastidio. Anche se una donna non svolge attività sessuale, i fastidi restano, anzi, la mancanza di lubrificazione può causare addirittura delle microlesioni e sanguinamenti. Inoltre si hanno problemi ogni volta che si va in bagno ad urinare, poiché si prova bruciore e non è infrequente incorrere in qualche infezione del tratto urinario. Anche se questa malattia è ancora allo studio degli uroginecologi e degli altri esperti del settore, al giorno d’oggi esistono tanti rimedi che possono aiutare a migliorare la vita di una donna che soffre di atrofia vulvovaginale. Il trattamento più diffuso è quello ormonale sistemico, a cui si affianca la terapia estrogenica vaginale locale. Alcune donne utilizzano semplicemente dei lubrificanti, ma il beneficio che apportano non sembra essere sufficiente. Per chi non può sottoporsi ad una cura a base di ormoni, esiste la possibilità di tentare cure alternative come l’utilizzo dell’acido ialuronico e del laser. Esistono anche nuovi farmaci da assumere per bocca non a basa di ormoni. Insomma le possibilità sono tante, sempre da discutere con il proprio medico di riferimento: ma quello che maggiormente conta è che l’atrofia vulvovaginale sia correttamente diagnosticata, perché questo porta all’adozione della cura più adatta e a un netto miglioramento della vita delle donne in menopausa.