Videourodinamica: un nuovo strumento diagnostico per combattere l’incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è una patologia molto diffusa e molto fastidiosa. Per quanto non possa condurre alla morte, e quindi non metta in pericolo di vita chi ne è affetto, è anche vero che cambia totalmente la sua esistenza quotidiana, e in peggio. Chi soffre di incontinenza urinaria comincia a vivere con disagio il suo stare in mezzo agli altri e finisce per fuggire la compagnia, vergognandosi del suo stato.

Per questo gli urologi e i ginecologi cercano di mettere a punto nuovi metodi per curarla, e infatti negli ultimi decenni sono stati compiuti dei passi da gigante. Indossare il pannolone non è più l’unica soluzione: esistono tante terapie, farmacologiche, riabilitative e chirurgiche, che permettono di superare in modo pressoché completo il problema. Ma, come accade per ogni altra malattia, quello che conta è fare una corretta diagnosi nel momento in cui il paziente si presenta lamentando i suoi sintomi. A differenza di quanto si potrebbe comunemente credere, infatti, l’incontinenza non ha una sola causa. L’avanzare dell’età, con il rilassamento dei tessuti del pavimento pelvico, o la menopausa nella donna, sono solo due dei più comuni motivi, ma non sono gli unici. Individuare esattamente da cosa ha origine l’incontinenza è fondamentale per studiare la terapia più adatta. È quindi un grande progresso per le strutture sanitarie italiane la nuova dotazione che da qualche tempo a questa parte ha acquisito l’ospedale di Assisi della USL Umbria 1. Si tratta di un macchinario che permette di eseguire un esame detto di “videourodinamica”. L’acquisizione di questo futuristico macchinario è stato reso possibile in virtù della sinergia operativa creatasi tra la dottoressa Wilma Rociola, responsabile dell’Ambulatorio di Uroginecologia e Urodinamica, e l’equipe del reparto di Radiologia diretto dal dottor Valter Papa. È stato il direttore generale della USL Umbria 1, Andrea Casciari, a raccontare l’importanza dell’acquisizione di questa dotazione. La videourodinamica viene usata in casi di disfunzione minzionale neurogena e nei casi più gravi di incontinenza urinaria, ovvero là dove sussista qualche dubbio circa l’esatta origine della patologia. Pur essendo un esame molto efficace e molto affidabile, sono pochissime le strutture in tutta Italia che possiedono i requisiti per eseguirlo. Un macchinario analogo, ad esempio, si trova presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia, in carico all’Unità Spinale, ma viene usato solo per chi ha subito una lesione midollare. L’impiego che invece se ne farà presso l’ospedale di Assisi è ben più ampio. A spiegare nel dettaglio come funziona un esame videourodinamico è stata invece colei che se ne occupa in prima persona, la dottoressa Wilma Rociola. Al paziente viene somministrato un mezzo di contrato che consente la visualizzazione di ciò che accade nella sua vescica sia mentre si riempie, sia mentre si svuota. L’intero processo viene videoregistrato, accumulando una serie di dati relativi alla fisiologia della vescica del paziente e ai suoi movimenti. In questo modo per il medico è possibile avere uno sguardo di insieme rispetto a quelle che possono essere le problematiche del soggetto, e capire da cosa nasce l’incontinenza. L’esame richiede in tutto una seduta da un’ora e vi si può accedere con un’impegnativa redatta dal proprio medico di base. La struttura sanitaria di Assisi è ancora in fase di rodaggio: per il momento l’agenda degli appuntamenti è decisa dalla dottoressa Rociola con una cadenza di una volta al mese. Sono infatti necessari diversi specialisti per eseguire in modo completo ed esaustivo un esame di videourodinamica. Se però la fase iniziale proseguirà con successo, l’intenzione è di aumentare il numero delle visite già nel corso del 2019.