Vaccino contro il papilloma virus anche per gli uomini

Tra il 15 e il 17 del mese di settembre 2016 a Torino si è svolto l’XI Congresso dell’European College for the study of vulval disease (ECSVD). All’interno di questa associazione confluiscono specialisti di vari ambiti medici, come urologi, dermatologi, chirurghi, le cui discipline però afferiscono tutte allo studio e alla cura delle patologie che possono verificarsi a carico del tratto urogenitale femminile.

Il convegno si è svolto presso il Teatro Regio e ha trattato diversi argomenti, tra i quali quello molto interessante del papilloma virus e del suo vaccino. Il papilloma virus è noto anche come HPV e secondo recenti stime circa il 30-40% della popolazione maschile e femminile lo contrae in età fertile; in alcuni casi questo virus può generare neoplasie del collo dell’utero ma per fortuna questa evenienza è molto bassa. Tali malattie però possono precludere la possibilità di avere figli. Per questo motivo negli ultimi anni si è portata avanti una campagna di prevenzione volta a spingere un numero sempre maggiore di ragazze intorno ai 12 anni a vaccinarsi. Il vaccino infatti previene l’insorgenza del virus, e al momento ha un costo di 36 euro. Vista però l’importanza che la prevenzione di questo tipo di patologie riveste a livello nazionale, il Servizio Sanitario italiano ha reso noto che a partire dal mese di gennaio 2017 il vaccino sarà reso disponibile in forma gratuita non solo alle ragazze, ma anche ai ragazzi che vorranno farlo. La prevenzione infatti è altrettanto importante per gli uomini che per le donne. Questo vaccino è detto nonavalente, poiché ha la capacità di garantire la copertura di nove delle varie forme che il papilloma virus può assumere. La notizia che è stata data nell’ambito del convegno ECSVD è dunque molto importante per tutta la popolazione italiana, visto che l’incidenza delle patologie legate a questo virus è molto elevata. Ma nell’ambito dei vari incontri che si sono svolti nella cornice del Teatro Regio si è parlato anche di molto altro, ad esempio, di mutilazioni genitali femminili. Era infatti presente Refaat B. Karim, chirurgo plastico olandese, che ha eseguito con successo molti interventi di ricostruzione a seguito di infibulazione o altri procedimenti simili. Karim ha spiegato come l’intervento non abbia solo una finalità pratica, ma anche e soprattutto psicologica: per una donna è importante poter tornare a sentirsi tale. In Italia le mutilazioni genitali femminili sono vietate fin dal 2006, ma in molti Paesi si tratta di pratiche ancora molto diffuse. La normativa italiana, però, oltre a vietarle garantisce anche la messa in campo di risorse atte a dare soccorso e assistenza a chi ne sia già stata rimasta vittima. Questo argomento è stato trattato molto approfonditamente nell’ambito del congresso, perché sta particolarmente a cuore a Fabrizio Bogliatto, che è il presidente dell’ECSVD e che ha detto di voler soprattutto portare avanti una campagna informativa accurata. Nei paesi del Nord Europa le pratiche chirurgiche per la ricostruzione estetica degli organi genitali femminili sono molto più evolute che in Italia, dove molte donne semplicemente ignorano di avere la possibilità di tornare a fare una vita completamente normale anche dopo aver subito pratiche ormai considerate fuorilegge nel nostro Paese. Un altro intervento che è stato molto apprezzato è stato quello di Michael Hoeckel, professore di chirurgia ginecologica all'Università di Lipsia, che ha illustrato a sua volta nuove tecniche di chirurgia mini invasiva.