Interventi estetici in uroginecologia

L’apparato riproduttivo femminile è una zona molto delicata della sua fisiologia, che può andare incontro a diverse problematiche, come ad esempio il prolasso genitale, o l’incontinenza urinaria. Ci possono poi essere dei problemi ad un tempo fisici ed estetici, che inibiscono il normale svolgimento della vita di una donna, in particolar modo per quel che concerne la sfera sessuale.

La moderna scienza medica ha però messo a punto una serie di interventi di chirurgia plastica che consentono, in assoluta sicurezza per quel che riguarda il benessere della paziente e la funzionalità della zona, di risolvere i problemi più diffusi. Anche se si tratta di interventi mini invasivi, per lo più eseguiti in anestesia locale e regime di day hospital, è molto importante rivolgersi solo a centri altamente qualificati. Infatti, è necessario che per stilare un corretto quadro clinico della paziente sia presente uno staff formato dal chirurgo estetico, dal ginecologo e dall’urologo. Ecco quali sono gli interventi maggiormente richiesti. Il primo riguarda l’ipertrofia delle piccole labbra. Questa parte dell’apparato genitale femminile può facilmente deformarsi e ingrandirsi nel corso del tempo, per via di problematiche di salute o semplicemente per il trascorrere degli anni. Si parla di ipertrofia quando la lunghezza delle labbra è superiore ai 2,5 cm; può interessare anche una sola parte. L’ipertrofia non è una malattia in senso stretto ma, oltre a creare problemi di natura psicologica, può anche fomentare la nascita di altre patologie, ad esempio micosi ed infezioni, o fastidi ricorrenti come prurito. L’intervento per la riduzione dell’ipertrofia ha la durata di circa tre quarti d’ora e viene eseguito in anestesia locale senza ricovero. La convalescenza ha la durata di circa tre settimane, per un recupero completo, ma la ripresa delle normali attività quotidiane avviene già il giorno successivo all’intervento. I punti di sutura cadono da soli e la ripresa è rapida e completa. Un altro tipo di intervento molto richiesto, stavolta per ragioni squisitamente psicologiche, è la ricostruzione dell’imene. Per una donna, riappropriarsi, anche fisiologicamente, della propria verginità, può essere un modo per superare un trauma e ricominciare da capo, oppure per recuperare un valore perduto. L’intervento prevede l’applicazione di punti di sutura ai lembi dell’imene rimasti nella vagina. Il decorso post operatorio è molto rapido, ma bisogna attendere almeno un mese prima di riprendere i rapporti sessuali. Le donne in menopausa possono soffrire invece di ipotrofia delle grandi labbra, le quali si assottigliano e perdono l’aspetto che avevano quando la donna era più giovane. In questo caso, per ridare loro volume e turgore, si usano dei filler di acido ialuronico o altre tecniche mini invasive. Alcune donne possono invece soffrire di ipertrofia del Monte di Venere, problema che porta ad avere un pube molto pronunciato e quindi a soffrire di complessi non solo nella sfera affettiva e sessuale, ma anche relativamente al rapporto con il proprio corpo. L’intervento in questo caso prevede una liposuzione della zona con una piccola incisione che in seguito è invisibile. Infine, ci sono tecniche operatorie volte a risolvere diverse problematiche che una donna può riscontrare dopo aver partorito. Ci sono trattamenti che cercano di migliorare l’aspetto estetico dell’addome alle neo mamme che abbiano subito un taglio cesareo, o una epifisiotomia. Esistono quindi molte soluzione per risolvere i problemi più diffusi delle donne, e consentire loro di vivere una vita serena, sentendosi bene con il proprio corpo.