Una petizione per la contraccezione gratuita in Italia

La contraccezione è un argomento molto delicato, ma che ormai è stato sdoganato nella maggior aprte dei paesi del mondo. Per quel che concerne l’Europa, però, l’Italia può considerarsi un fanalino di coda. Nel nostro paese infatti non solo la contraccezione, come argomento, continua ad essere un tabù, tanto che i più giovani hanno pochissima informazione in merito; inoltre essa è a pagamento, totalmente a carico di chi voglia utilizzare gli strumenti che si hanno a disposizione.

Pillola, preservativi, anelli vaginali, spirali devono essere pagati da chi decide di adottarli come metodo anticoncezionale. Spesso sono abbastanza costosi, ma soprattutto devono essere usati con continuità. Questo dunque rappresenta una spesa che molti ragazzi non sono in grado di sostenere, ed anche alcuni adulti. Questo costo, assieme alla disinformazione, ha portato ad un aumento in Italia delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili. Secondo i dati pubblicati da SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) solo il 16% delle donne italiane usa la pillola come contraccettivo; circa la metà delle ragazze con meno di 25 anni non pensa proprio ad usare alcun metodo che le protegga da una gravidanza o da una malattia. Per gli uomini le cose non vanno meglio. Solo pochissimi pensano di usare, e usano, il profilattico quando hanno rapporti sessuali. Tale stato di cose appare molto preoccupante per tutti coloro che lavorano in ambito uro ginecologico, poiché porta ad un diffondersi di cattive pratiche che aumenta la possibilità di donne che abortiscono, perché sono rimaste incinta senza volerlo, e soprattutto ha riportato a livelli preoccupanti il numero di casi di persone affette da malattie veneree e trasmesse tramite il rapporto sessuale. Per questo motivo su Change.org, una nota piattaforma di petizioni ormai usata per affrontare le tematiche più disparate, è nata una raccolta di firme che ha lo scopo di chiedere che anche in Italia, come in altri paesi europei, gli strumenti di contraccezione diventino gratuiti. A promuovere materialmente la petizione è stato il Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole, il quale si rifà alle linee guida proposte dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) al fine di tutelare la salute e il benessere dei cittadini. Se il Servizio Sanitario Nazionale rendesse gratuiti gli strumenti di contraccezione, essi potrebbero essere reperiti presso il medico di famiglia e i consultori. Ergo, di conseguenza, verrebbe promossa anche una maggiore informazione, perché questo contatto diretto con figure istituzionali capace di dare tutte le spiegazioni circa l’importanza dell’uso di questi strumenti, e la loro modalità di utilizzo, ne renderebbe l’uso più consapevole e accorto. L’obiettivo della petizione era di raggiungere le 50 mila firma entro la fine del mese di gennaio. Questo traguardo è stato superato molto prima, a dimostrazione del grande interesse che questa tematica suscita nelle persone. La petizione, una volta scaduti i termini per la raccolta firme che dunque sicuramente supereranno di gran lunga quelle ritenute necessarie, verrà presentata al Ministero per la Salute e al Ministro Beatrice Lorenzin, la quale dovrà necessariamente tenere conto di una richiesta così pressante  che viene da ginecologi e ostetrici, e da tutti i sanitari che lavorano nell’ambito della prevenzione delle malattie sessuali, nonché da tanti privati cittadini. Qualora la richiesta di gratuità degli anticoncezionali venisse accolta, questo rappresenterebbe un grande passo avanti per il nostro paese e una grande dimostrazione di civiltà.