The Italian Job: il congresso SEGI ad Avellino

Non ci si stancherà mai di ripetere quanto sia importante, in campo medico, la continua formazione degli operatori. La scienza medica, per fortuna, va avanti in fretta, ed è importante che un sanitario abbia la piena consapevolezza degli strumenti che può usare quando si trova davanti un paziente affetto da una determinata patologia. Lo scopo è sempre lo stesso: guarire, e soprattutto migliorare la qualità della vita dell’ammalato.

Tutto questo è vero per ogni branca della scienza medica, ma forse lo è ancora di più per l’uroginecologia, un settore molto delicato e che davvero vive una continua evoluzione. L’uroginecologia è una disciplina che approccia le malattie che possono affliggere l’apparato riproduttivo femminile; si capisce come ogni male che interessa questa particolare realtà porti con sé tanti risvolti anche psicologici. In nessun settore come in questo ciò che bisogna cercare di curare non è tanto la malattia, quanto la paziente. Bisogna infatti cercare di garantirle il ritorno ad una vita normale e il recupero della sua femminilità. Per discutere delle tecniche chirurgiche più innovative messe a punto di recente, tra il 14 e il 16 giugno 2018 ad Avellino si è svolto il XIII Congresso Nazionale SEGI (Società Italiana Endoscopia Ginecologica). Si tratta di un importante momento di confronto tra i vari esperti del settore; quest’anno inoltre al convegno si è voluto dare un titolo molto significativo, “The Italian Job” A spiegare il perché è stato il presidente SEGI Sergio Mario Malzoni, il quale ha detto che troppo spesso si guarda fuori dai confini nazionali per trovare le eccellenze mediche. Anche in Italia si sono fatti dei passi da gigante nello sviluppo delle tecniche chirurgiche da applicare in uroginecologia, e quindi si è voluto riaffermare il primato nazionale in questo settore. Il programma di quest’anno è stato articolato in cinque sezioni diverse: oncologia, endometriosi, patologia benigna, isteroscopia e chirurgia mini-invasiva del pavimento pelvico. Oltre alle lezioni frontali, alle discussioni in aula e alle esperienze dei singoli relatori che sono state riportate, si è ricorsi soprattutto alla chirurgia live. Infatti sono stati predisposti dei collegamenti che potessero dimostrare in tempo reale l’esecuzione di alcune operazioni. I presenti avevano anche la possibilità di interagire, facendo domande e chiedendo delucidazioni circa qualche particolare tecnica. Nonostante il titolo ad ogni sessione di lavoro non è mai mancato un ospite internazionale che potesse portare la sua testimonianza. Infatti è molto importante anche confrontarsi con il resto del mondo per scoprire quali sono le soluzioni migliori possibili per il medesimo problema. Il focus del convegno è stato dato dunque alle tecniche chirurgiche, specie quelle laparoscopiche, ma si è parlato molto anche dei device tecnologici che rendono possibili oggi interventi impensabili anche solo fino a poco tempo fa. Inoltre si è anche parlato di prevenzione, delle nuove tecniche diagnostiche che permettono di fare delle diagnosi tempestive. La modalità di lavoro ha privilegiato i piccoli gruppi che potessero lavorare in sinergia nell’approfondimento dei singoli aspetti. Il congresso, come detto, si è aperto il 13 giugno 2018 con corsi pre-congressuali di anatomia chirurgica della pelvi, approccio ecografico per la valutazione dell’endometriosi pelvica, chirurgia mini-invasiva vaginale, uroginecologia ed isteroscopia e tecniche di sutura laparoscopica hands-on. Si è poi concluso il sabato, 16 giugno, nel primo pomeriggio, in quanto si è voluta dare a tutti gli intervenuti la possibilità di conoscere le bellezze di Avellino e del territorio campano che ha ospitato l’iniziativa SEGI.