Tecnologie innovative per la rimozione dei fibromi

Il fibroma uterino è un tumore benigno che si può riscontrare a carico dell’apparato uro-genitale delle donne e che fino ad ora poteva essere trattato in un unico modo, ovvero con l’asportazione chirurgica. In questo modo però la paziente operata perdeva ogni opportunità futura di procreare.

Ora però è stata messa a punto una nuova tecnica che invece potrebbe non intaccare la fertilità della donna, essendo al contempo meno invasiva della chirurgia praticata con il bisturi. Questa tecnica utilizza gli ultrasuoni: gli ultrasuoni vengono concentrati nella zona malata e letteralmente bruciano il fibroma senza però danneggiare in alcun modo tutti i tessuti circostanti. Questo nuovo tipo di intervento viene attualmente eseguito solo in pochissime strutture selezionate, e tra queste, dal mese di settembre, c’è anche l’Ospedale San Salvatore de L’Aquila. All’ospedale de L’Aquila da tempo esiste un reparto di Ostetricia e Ginecologia rinomato a livello nazionale per la sua grande professionalità, che si esprime sia nell’uso di macchinari all’avanguardia che nella presenza di medici e paramedici di grandissima esperienza. Gli ultrasuoni focalizzati sono una tecnologia che veniva impiegata già in precedenza, visto che questa struttura sanitaria è una delle tre che ne dispone, insieme al Niguarda di Milano e all’Umberto I di Roma, ma solo qui li si è usati per la prima volta per il trattamento dei fibromi. Ciò è stato possibile grazie ad un lavoro di equipe e alla sinergia che si è creata tra varie figure sanitarie che insieme concorrono a creare un’offerta di altissima affidabilità. Sono cinque anni che il reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Salvatore porta avanti un processo di sinergico sviluppo di competenze e professionalità, che ha trovato infine la sua piena realizzazione nella possibilità di eseguire un intervento ambulatoriale che non ha uguali nel nostro Paese. A concorrere alla buona riuscita del trattamento ad ultrasuoni sono necessarie diverse competenze: la radiologia interventistica, la ginecologia e l’anestesia. In realtà l’anestesia non è necessaria in questo tipo di intervento, ma la presenza di un anestesista è comunque richiesta per qualsiasi evenienza. Il reparto è diretto dal professor Gaspare Carta, mentre il nuovo ambulatorio è sotto la direzione del professor Giulio Mascaretti. Gli ultrasuoni sono usati in via sperimentale fin dal 2011, qui a L’Aquila. Sono già stati impiegati con successo sia in casi di fibroma uterino che in altri di tumore osseo. Solo a partire del 29 settembre 2016 però, presso il nuovo ambulatorio dedicato, è possibile trovare un team interdisciplinare specializzato in questa tecnica. Già sono arrivate molte richieste di intervento anche da Paesi stranieri. Il manager della locale ASL, Rinaldo Tordera, si dichiara estremamente orgoglioso di questa nuova eccellenza che si aggiunge già alle molte altre presenti nell’istituto San Salvatore e che contribuiscono a tenerne alta la fame in tutto il mondo. Sicuramente adesso ci saranno molti più interventi rispetto al passato. Come detto, la richiesta è già molto elevata. Il professor Carta dice che fino ad ora si eseguivano circa 80 interventi l’anno relativi a casi di fibroma uterino. La previsione è che aumentino in modo sensibile, fino ad arrivare a 300 all’anno. L’auspicio del professore e dei suoi collaboratori è che almeno il 70% di questi casi possa essere trattato utilizzando gli ultrasuoni. In questo modo infatti non solo si rimuove la malattia, contribuendo a dare una vita migliore alla paziente, ma se ne preserva anche la possibilità di procreare.