Sessualità nella terza età

Per quanto si sia ormai entrati nel terzo millennio ci sono argomenti che continuano a costituire una sorta di tabù e di cui non si parla molto volentieri. Uno di questi è la sessualità in generale e, più nello specifico, nella fase terminale della vita di una persona, la cosiddetta “terza età”.

Come sappiamo bene, i grandi progressi nello stile di vita e nella scienza medica ormai consentono alle persone di godere di una vita media molto più lunga che in passato. Questo significa che è proprio la medicina che deve porre maggiore attenzione ad aspetti che fino a qualche tempo fa potevano anche sembrare trascurabili, ma che oggi diventano di fondamentale importanza per la creazione di una società civile armonica, in cui tutti possano avere un’elevata qualità della vita. Discutere della sessualità nella terza età non è dunque un argomento peregrino, ma serve a comprendere come l’anziano non sia, come comunemente si tende a pensare, una creatura asessuata. Il desiderio in lui non cala, e se lo fa non è per motivi biologici ma puramente legati a certe errate convinzioni e convenzioni sociali. Il corpo cambia, questo è naturale, ma ai cambiamenti legati all’età si può ovviare con farmaci e rimedi sanitari molto comuni al giorno d’oggi. Quello che si deve cambiare è la mentalità, in quanto il sesso è un aspetto molto complesso nella natura umana che spesso diventa soggetto a stati d’animo che lo fanno vivere con sensi di colpa o senza la necessaria libertà. Per discutere di questi argomenti lo scorso 23 febbraio 2019 si è tenuto a Pegli, in provincia di Genova, presso il Museo Navale, un incontro dal titolo “Sessualità e mantenimento del benessere nella Terza Età”. Non si è trattato di un convegno riservato agli specialisti medico-sanitari del settore, ma a tutta la cittadinanza interessata. Filippo Parodi, Direttore del Distretto Sociosanitario 8 Ponente, ha spiegato come l’idea di questo incontro sia nata nell’ambito di un più vasto progetto che il Distretto porta avanti da tempo, quello della pluriennale collaborazione tra il CUP (Centro Universitario del Ponente) e la ASL3. Sono questi infatti i due enti che hanno organizzato l’iniziativa, con la collaborazione con dei Musei del Mare e delle Migrazioni (MUMA) e del Museo Navale di Genova Pegli, e con il patrocinio del Comune di Genova e del Municipio VII Genova Ponente. Durante il seminario sono intervenuti diversi personaggi titolati in merito alla materia trattata: lo stesso Filippo Parodi, oltre a Gabriele Vallerino, Direttore del Dipartimento Materno Infantile e della S.C. Ostetricia Ginecologia; Chiara Nadalini, Responsabile Servizi Uro-Ginecologia, e Maurizio Podestà, Ginecologo della S.C. Ostetricia e Ginecologia. Importante però è stata soprattutto la partecipazione della cittadinanza, che ha potuto approfondire un argomento che deve diventare di dominio comune. La terza età è il momento in cui molto spesso la persona rimane sola e perde il compagno o la compagna di una vita. Questo però non deve portare a pensare che la vita sessuale non abbia più motivo di essere. Di certo nell’essere umano la sessualità è sempre legata ai legami affettivi, ed è per questo che non relegarla ad un angolo del passato è importante anche e soprattutto a livello psicologico. Il benessere psicofisico passa anche dalla consapevolezza che si può sempre rinnovare l’intesa sessuale con l’altro sesso, magari ricorrendo anche a qualche supporto sanitario, ma soprattutto non pensando che la propria vita, anche sessuale, sia ormai finita.