Prevenzione delle malattie urogenitali maschili e femminili

Il mondo maschile è molto diverso da quello femminile, e questa non è una novità. C’è un settore in cui questa profonda diversità rappresenta una risorsa per gli uni grazie alle altre, ed è quella della salute dell’apparato sessuale. Se le donne, infatti sono abituate ad effettuare regolari visite dal ginecologo fin dalla più tenera età, e a tenere in dovuta considerazione l’importanza della prevenzione, gli uomini sono molto meno disposti a parlare o a pensare al loro benessere urologico.

Purtroppo invece sappiamo bene quanto sia alta l’incidenza del tumore alla prostata nella popolazione maschile mondiale. Gli ultimi dati parlano di 35 mila casi all’anno in Italia, con 7 mila vittime. Così come accade per molte altre patologie tumorali, la migliore forma di cura è la prevenzione. Infatti il tumore alla prostata, se individuato ai primissimi stadi, può essere curato con relativa facilità e quindi consentire non solo la sopravvivenza, ma anche una vita normale. Però ai primi stadi questo male non dà dei sintomi evidenti: a volte causa un po’ di bruciore alla minzione, ma questo può essere facilmente confuso con una banale cistite o con l’ipertrofia prostatica benigna. Quest’ultima è una patologia molto comune tra gli uomini che hanno oltrepassato i 50 anni di età e che non comporta alcun rischio di vita. Molti uomini pensano che sia sufficiente l’esame del valore PSA nelle analisi del sangue per poter verificare se c’è pericolo di tumore alla prostata o meno, ma questo non è del tutto esatto. Infatti questo valore può anche essere basso in chi è ammalato, o elevato in chi è sano. Quindi l’unico vero modo di prevenzione è una visita urologica. Ma, come dicevamo, se le donne sanno bene quanto sia importante fare controlli regolari, negli uomini si deve purtroppo riscontrare una diffusa ignoranza. Secondo le più recenti indagini statistiche solo un uomo over 50 su due conosce quali siano i sintomi del tumore alla prostata, ma non è questo il peggio. Un uomo su tre dice di non temere il tumore alla prostata, perché convinto che si possa curare facilmente; solo il 4% della popolazione maschile interessata inoltre sa che è possibile fare prevenzione per questa malattia. Un’indagine Doxa presenta numeri ancora più allarmanti. Un uomo over 50 su tre non è mai andato dall’urologo, uno su quattro non ha mai controllato i suoi valori del PSA. Questi sono dati italiani, ma a quanto pare a livello europeo le cose non vanno molto meglio. La scarsa consapevolezza dei rischi che si corrono, infatti, spinge a comportamenti caratterizzati da leggerezza e superficialità. Solo il 43% degli uomini con più di 50 anni dice che andrebbe dal medico se vedesse sangue nelle urine. Solo per un risicato 17% i dolori al basso ventre sono preoccupanti. Insomma, agli uomini non piace proprio il pensiero di dover andare dal medico per il loro benessere urologico. Per questo il mese di Novembre è interessato da una campagna di sensibilizzazione pubblica chiamata “Movember”. Secondo il suo promotore, il dottor Vincenzo Mirone, che è docente di urologia all’Università Federico II di Napoli, è importante che anche tra la popolazione maschile nasca la consapevolezza dell’importanza di fare regolare prevenzione, così come già accade tra la popolazione femminile. Sono le donne, conclude, che possono aiutare gli uomini, poiché una compagna condivide la salute sessuale del suo partner e può accorgersi se c’è qualcosa che non va ancora prima di lui.