Pillola e probiotici al convegno organizzato da Sandoz

A volte si pensa che al giorno d’oggi alcuni metodi contraccettivi siano ormai stati sdoganati e che parlarne non serva. I dati invece dimostrano come l’Italia sia un Paese decisamente arretrato da questo punto di vista, con notevoli conseguenze sulla salute femminile. Di contraccezione e molti altri argomenti si è parlato a Roma in occasione del convegno “Donna.

Tutta la vita - Medicina al femminile: il ruolo del ginecologo nelle 3 età della donna”. A questo incontro hanno partecipato molti ginecologi, ostetriche e sanitari che si sono specializzati sulla salute femminile. L’evento è stato organizzato dalla casa farmaceutica Sandoz, divisione di Novartis, per “festeggiare” i suoi 10 anni di vita spesi a cercare di migliorare la qualità della vita della donna. Il titolo stesso è già molto evocativo. Il corpo femminile si regge su equilibri molto delicati che possono essere turbati facilmente, ma che altrettanto facilmente invece possono essere mantenuti con pochi e semplici accorgimenti. Si capisce come alla base sia necessaria un’adeguata informazione che dia alla donna tutti gli strumenti necessari per capire, con l’aiuto dei medici ma anche con la conoscenza della propria fisiologia, quali sono i rimedi più adatti a lei. Viceversa sembra che la disinformazione la faccia da padrona, come dimostrano i dati raccolti in merito alla diffusione della pillola anticoncezionale. Sulla pillola sussistono ancora molte “leggende metropolitane”. Molto spesso anche i ginecologi presentano alle loro pazienti solo i pochi effetti collaterali, peraltro molto diminuiti con le pillole di ultima generazione che hanno diversi dosaggi ormonali. Si continua a credere che prendere la pillola faccia ingrassare o che abbia chissà quale altro effetto deleterio sulla salute, mentre è utilissima e non solo per prevenire gravidanze indesiderate. La pillola anticoncezionale infatti serve anche a prevenire alcune malattie oncologiche. Invece in Italia le donne che la adoperano sono sempre meno. Si è passati da una percentuale del 17% nel 2010 al 14% nel 2017. Quindi un calo costante, che si fa più accentuato nelle regioni del sud della penisola. Le percentuali in altri Paesi europei arrivano al 30-40%, tanto per capire a che punto stanno le cose. Di contro si deve notare anche che non c’è stato un aumento di altri metodi anticoncezionali come il preservativo. Prova ne è il fatto che invece sono in crescita le malattie sessualmente trasmissibili. Per questo appare evidente quanto sia necessario portare avanti delle corrette campagne informative che facciano conoscere alle donne anche tutti gli altri strumenti che possono usare per preservare il benessere del loro apparato genitale. Ad esempio la Sandoz ha messo punto un nuovo anello vaginale, che dura 21 giorni e che quindi a differenza della pillola non richiede un intervento quotidiano, con un baso dosaggio ormonale che potrebbe fare al caso di molte donne. Un altro argomento che è stato affrontato nel corso del convegno è quello relativo all’importanza dei probiotici per il benessere urogenitale della donna. Anche se si potrebbe pensare che le funzioni intestinali e l’apparato riproduttivo siano due cose indipendenti, naturalmente non è così. Gli squilibri nella flora intestinale, causati da stress, uno stile di vita non corretto, una dieta sbagliata, possono ripercuotersi anche a livello genitale causando l’insorgenza di diverse patologie. Ecco perché i ginecologi consigliano l’assunzione regolare di probiotici che, aiutando le funzionalità dell’apparato digerente, allo stesso tempo possono consentire alla donna di godere in generale di una salute migliore anche a livello intimo.