La robotica al servizio dell’uroginecologia

I grandi progressi che si stanno facendo nell’ambito delle nuove tecnologie a noi appaiono evidenti soprattutto attraverso il numero sempre maggiore e sempre più evoluto di dispositivi informatici e multimediali che vengono immessi sul mercato. Se appena fino a una ventina di anni fa era raro che in una famiglia ci fosse un personal computer, oggi tutti possiedono lo smartphone capace di navigare in internet.

Ci sono ambiti in cui questa rapida evoluzione è meno evidente, perché saltano meno agli onori della cronaca. Ciò non vuol dire che siano meno importanti, al contrario. Ad esempio, l’uso delle nuove tecnologie in ambito medico sta portando a notevoli progressi per la cura di patologie che in passato o non potevano affatto essere trattate con efficacia, o potevano essere curate solo in modo estremamente invasivo e spesso deleterio per la qualità della vita del paziente. Si parla soprattutto della chirurgia, che si avvantaggia oggi dell’uso di dispositivi che consentono di praticare interventi poco o nulla distruttivi che offrono moltissimi vantaggi in termini di ripresa post operatoria, ma anche nell’ambito del trattamento della malattia in se. Se tutta la medicina può godere dell’innegabile vantaggio portato dai miglioramenti nel settore della chirurgia, uno degli ambiti che ne ha tratto il maggior profitto è senza dubbio quello uroginecologico. In passato una donna sottoposta ad un intervento che doveva andare a toccare il suo apparato riproduttivo subiva traumi notevoli, spesso asportazioni definitive. Oggi invece, grazie alle nuove tecniche rese possibili dai dispositivi più tecnologicamente avanzati, le cose sono cambiate in modo sensibile. Questo è quanto emerge dall’attività della scuola internazionale di Chirurgia Robotica di Grosseto. Questa scuola di alta specializzazione medica è presieduta dal dottor Paolo Pietro Bianchi, il quale è anche responsabile del Dipartimento di Chirurgia della Asl Toscana sud est e direttore della Chirurgia generale di Grosseto. Di recente la scuola ha inaugurato un nuovo corso di studi, Chirurgia Robotica in Ginecologia, coordinato dal dottor Fabrizio Signore, direttore UO Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Misericordia. Le prime due giornate si sono svolte nei primi giorni di luglio e sono servite come approfondimento dello stato attuale della chirurgia robotica in ambito uroginecologico. Gli studenti sono stati aggiornati sia in modo teorico, grazie alla presenza in aula di luminari del settore provenienti da ogni parte d’Italia, sia in modo pratico. Infatti hanno potuto assistere in teleconferenza ad alcuni interventi svolti usando i robots, stando in collegamento diretto non solo con le sale operatorie dell’Ospedale di Grosseto, ma anche con strutture ospedaliere di Pisa e Roma. Signore ha spiegato che la decisione di allargare il corso di studi includendo questa specifica branca medica si deve al fatto che la robotica apporta molti benefici al trattamento delle patologie uroginecologiche. Con il tempo, l’impiego della robotica ha reso più semplice e di routine eseguire certi interventi che un tempo venivano tentati solo in casi rari. In pochissimi anni si è avuto un notevole incremento del numero delle operazioni svolte con successo. Infatti un intervento eseguito con il robot permette alla paziente dei tempi di ripresa più rapidi, un minor sanguinamento, quindi in generale meno ripercussioni nella ripresa della vita di sempre. Le patologie che vengono trattate principalmente con la robotica sono l’endometriosi e le malattie oncologiche. La scuola di Chirurgia Robotica di Grosseto si impegna a formare dei buoni chirurghi per il futuro, che conoscano a fondo l’anatomia umana e abbiano anche dimestichezza con le nuove tecnologie da applicare in campo medico.