L’Ospedale di Narni e la lotta all’incontinenza

La medicina occidentale molto spesso fa un eccessivo affidamento ai medicinali, quando potrebbero esistere vie alternative, forse un po’ più faticose ma altrettanto efficaci, per risolvere determinati problemi di salute. Un esempio per tutti: in ambito uroginecologico sono numerose le donne che, a seguito di una gravidanza o per l’avvento della menopausa, soffrono di incontinenza urinaria.

L’incontinenza non è una malattia mortale ma, come ben sa chi ne soffre, cambia in modo drastico la vita della persona che ne è affetta. Non ci si sente più a proprio agio con gli altri, non si ha più voglia di uscire, e la vita sociale subisce un netto calo, con tante conseguenze fisiche ma anche e soprattutto psicologiche. L’incontinenza, tranne casi in cui può essere legata ad altri problemi, il più delle volte è causata dal rilassamento del pavimento pelvico e quindi può essere prevenuta e curata facendo degli esercizi ad hoc che contribuiscono ad irrobustire questa zona. Anche se detta così la soluzione sembra molto facile, non lo è affatto perché bisogna che ci sia personale specializzato che sappia suggerire la terapia migliore, sempre personalizzata sul singolo soggetto, e che aiuti anche dal punto di vista dell’impegno a seguire le indicazioni date. In questo è riuscito ad eccellere l’Ospedale di Narni, che dal maggio dell’anno scorso ha inaugurato uno specifico ambulatorio ginecologico per la cura della disfunzione e sofferenza del pavimento pelvico presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia – Centro Donna. In questi giorni sono stati resi noti i dati del 2017 e i primi del 2018: l’anno scorso sono state prese in carico 143 pazienti e sono state erogate 530 prestazioni; quest’anno, nei primi mesi, sono state erogate già 190 prestazioni. Questi numeri significano che il servizio offerto sta avendo successo anche in termini di risultati. L’ambulatorio offre un consulto personalizzato per ogni singola paziente che si presenti. La prima visita dura circa 40 minuti, e nel corso di essa si redige una storia approfondita della paziente. Infatti per poter procedere correttamente alla riabilitazione del pavimento pelvico è necessario conoscere le abitudini di vita del soggetto che si ha davanti. Il medico deve diventare un complice, perché spesso guarire significa dover cambiare anche in modo radicale le proprie abitudini. Dopo la prima visita esplorativa ne segue una seconda più prettamente uroginecologica. In questa fase si identificano i problemi fisici che hanno condotto al problema e la gravità della situazione. A questo viene decisa la cura, che in genere ha la durata di tre o quattro mesi. Consiste in una decina di sedute di riabilitazione motoria, singole o di gruppo, in cui alle pazienti vengono fatti eseguire esercizi volti a migliorare lo stato dei muscoli pelvici, e quindi a ridurre o addirittura a far scomparire il problema dell’incontinenza. Al termine del ciclo di sedute si procede con una seconda visita che valuta i miglioramenti e la necessità o meno di ulteriori cure. All’ambulatorio di Narni si accede con la semplice impegnativa del medico di famiglia. Il buon riscontro avuto da parte delle pazienti ha reso molto soddisfatto il dottor Imolo Fiaschini, che è il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2. Infatti c’è già il progetto di far partire dei corsi di formazione per creare altro personale specializzato nel settore uroginecologico e della riabilitazione del pavimento pelvico, al fine di poter offrire questo servizio ad un numero sempre maggiore di pazienti.