L’informazione in campo sessuale

Potrebbe sembrare una banalità, ma quando si parla di salute uno dei primi passi per la sua tutela e la sua prevenzione è l’informazione. Solo un paziente correttamente informato circa le modalità di trasmissione di una malattia può stare attento a non correre il rischio di contrarla, e questo è vero sempre ma in particolar modo per le malattie che si legano alla sfera sessuale e degli organi riproduttivi. Nel mondo contemporaneo questo non sembrerebbe dover rappresentare un problema: informarsi è facilissimo grazie ai potenti mezzi di comunicazione di cui disponiamo.

Ma è davvero così? In realtà i dati dimostrano il contrario. Il fatto è che, con tutta probabilità, chi si informa su internet attraverso i motori di ricerca lo fa in modo superficiale e quindi, alla fine dei conti, non efficace. Per ogni dubbio sarebbe sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia, ma ci sono argomenti che vengono considerati “imbarazzanti” e così si preferisce l’anonimato del web. Se però ci si fida della prima informazione, magari poco accreditata, che si recepisce, è facile acquisire poi dei comportamenti scorretti con conseguenze molto gravi, a volte addirittura drammatiche. Questo è il caso delle malattie sessualmente trasmissibili, che un tempo erano in regresso ed oggi stanno tornando a crescere in modo decisamente preoccupante. Negli ultimi dieci anni c’è stato un incremento delle infezioni sessuali notevolissimo, con ben 95 mila casi di cui quasi l’80% relativi a sifilide e gonorrea. La disinformazione, purtroppo, regna sovrana, specialmente tra i più giovani che solo in un risicato 9% dei casi quando hanno un dubbio si rivolgono ad un medico qualificato. Ad esempio, è stato appurato che la maggior parte dei giovani, che ormai fanno la prima esperienza sessuale in età sempre più precoci, credono che la pillola anticoncezionale non solo protegga dalle gravidanze indesiderate ma anche dalle malattie sessualmente trasmissibili. In merito a queste c’è un’ignoranza diffusa. Se le ragazze per lo più conoscono il papilloma virus e sanno che può condurre a contrarre il cancro, i ragazzi credono che sia un problema che non li riguarda, mentre il virus può infettare tanto le donne che gli uomini. Considerato tutto questo l’AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) hanno deciso di correre ai ripari. Il 26 maggio 2017 ha infatti preso il via presso l’Università IULM di Milano, il primo master “Health communication in Ginecologia”. Come fa intuire il titolo, questa volta l’obiettivo della scuola di specializzazione non è quello di impartire nuove conoscenze mediche, ma di insegnare il modo migliore per parlare con i propri pazienti. Per scegliere coloro che avrebbero dovuto frequentare questo corso sono stati selezionati 20 ginecologi di ogni età e di ogni parte d’Italia, sottoponendo i candidati ad un test attitudinale. Il corso è stato strutturato in due parti, una teorica e una pratica. Si comincia dunque apprendendo le più moderne e collaudate tecniche di comunicazione e poi si mette in atto tutto quello che si è appreso. Uno degli argomenti che è tra i primi ad essere toccati è quello del “sesso sicuro” perché, come si diceva, anche se i ragazzi di oggi possono attingere a tutte le informazioni che vogliono, spesso proprio la sovrabbondanza di nozioni conduce ad una grande confusione con conseguenze anche nefaste. Uno scopo futuro del corso è quello di formare professionisti che possano condurre la loro opera di informazione nelle scuole, per educare alla salute fin dalla più tenera età.