L’endometriosi si previene con l’alimentazione

L’endometriosi è una patologia che è gravemente invalidante per le donne e colpisce, secondo le stime del Ministero della Salute, circa il 5% della popolazione femminile italiana. Si tratta di una malattia che solitamente si manifesta tra i 25 e i 35 anni, ma a volte può insorgere anche prima e accompagna la donna fino alla menopausa. In sostanza si tratta della fuoriuscita dell’endometrio, che è una sostanza che si trova nell’utero, al di fuori della cavità in cui dovrebbe essere normalmente alloggiato.

Questo tessuto può attaccarsi alle ovaie o all’intestino e la sua conseguenza più immediata è dolore all’addome, ad esempio durante i rapporti sessuali, o dolore mestruale molto accentuato. Essendo una patologia poco conosciuta molto spesso è trascurata, e nei casi più gravi può condurre all’infertilità. Questa è una conseguenza particolarmente drammatica per le giovani donne che magari vorrebbero avere dei figli. Le cause dell’endometriosi possono essere molteplici; un tempo si credeva che fosse sufficiente una gravidanza per risolvere il problema, ma oggi si sa che invece una donna si può ammalare anche dopo aver avuto un figlio. Tra le cause più recenti che sono state individuate per l’insorgenza e soprattutto il peggioramento dei sintomi legati a questa malattia c’è l’alimentazione. Anche se si potrebbe pensare che ciò che mangiamo e una simile malattia non abbiano nulla da condividere, ricerche recenti hanno invece dimostrato come ci siano alimenti che prevengono l’insorgenza dell’endometriosi, e altri invece che ne peggiorano la sintomatologia. Nello specifico, Maria Caramelli, direttrice dell’Istituto zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ha condotto degli studi epidemiologici in Val di Susa. Ha così verificato che nell’area c’era stato un aumento dei casi di endometriosi a causa della contaminazione da Pcb (Policlorobifenili) e diossine generata dall’acciaieria Beltrame di San Didero. L’inquinamento degli alimenti, i pesticidi e le sostanze chimiche che si trovano dentro la maggior parte di ciò che mangiamo, sono dunque tra i principali indiziati quali cause dell’endometriosi. Basti pensare che i Pbc passano attraverso il latte materno. La possibilità di ammalarsi dunque potrebbe essere già insita nell’alimentazione infantile. Oltre a questo ci sono alimenti che aumentano il gonfiore dello stomaco, ad esempio, e che quindi rendono più forte il dolore causato dalla malattia. Inoltre ci sono cibi che inibiscono, o al contrario, favoriscono, la proliferazione delle cellule, e che quindi possono contribuire ad accelerare il decorso della malattia, o a fermarlo. Una prima regola che i ginecologi e gli oncologi dettano è quella legata al semplice buonsenso. Bisogna mangiare, con moderazione, un po’ di tutto. Eccedere in un unico alimento non è una buona norma in ogni caso: questo infatti pone l’organismo sotto stress e lo rende più facilmente attaccabile da patologie di varia natura. Ci sono poi degli specifici alimenti che sono consigliati, e viceversa cibi da cui sarebbe opportuno tenersi alla larga. I cibi consigliati sono il riso integrale, in quanto ha potere antinfiammatorio, cibi dolci, purché abbiano un basso indice glicemico, e la soia. Sono consigliati anche i cibi ricchi di Omega 3, ciliegie, mele e mirtilli, tutte le verdure a foglia verde. Sono di aiuto anche il the e tutti gli alimenti ricchi di magnesio. Ciò che invece sarebbe da evitare sono i pomodori e tutte le solanacee, i dolcificanti industriali e il caffè, gli agrumi e la frutta tropicale. Andrebbero evitati inoltre gli alimenti che contengono glutammato di sodio. Osservando una dieta adeguata è possibile minimizzare i sintomi dell’endometriosi, e contrastarne l’insorgenza.