Interpretare i segni della menopausa

In ambito uroginecologico, la menopausa è uno degli aspetti della vita della donna di cui si parla più di frequente. Questo accade per via della necessità di migliorare la qualità della vita delle donne in menopausa. Se un tempo, infatti, quando il tempo della fertilità era finito, in un certo senso era come se la donna stessa fosse finita e la sua femminilità fosse ormai spenta per sempre, al giorno d’oggi, per fortuna, le cose stanno ben diversamente.

Attualmente, infatti, con l’allungarsi della vita media della popolazione femminile, la menopausa spesso occupa la maggior parte del ciclo esistenziale di una donna: è dunque molto importante che possa essere vissuta con serenità, nel modo migliore possibile. Per questo i medici uroginecologici portano avanti delle ricerche che riescano a meglio interpretare i sintomi che la menopausa porta con sé, al fine di calibrare al meglio le cure possibili. Inoltre, vengono consigliati gli stili di vita da seguire per diminuire al massimo gli effetti collaterali, al fine da potersi godere appieno anche la cosiddetta “terza età”. Perché c’è un dato di base che bisogna sempre tenere presente, ed è che la menopausa non è uguale per tutte le donne, perché non tutte le donne sono uguali tra di loro. Anche se un certo tipo di sintomatologia è comune, la serietà con cui si presentano i disagi legati al calo ormonale può variare da soggetto a soggetto. Per capire meglio questo aspetto, sulla rivista “Climateric” di recente è stato pubblicato un interessante articolo dove la dottoressa Rossella Nappi, che è ginecologa presso l’Ospedale San Matteo di Pavia, nonché docente presso l’Università di questa città, ha relazionato su alcuni studi che sono stati condotti a tal proposito. Grazie ad una ricerca condotta su un campione di donne in menopausa si è cercato di capire quali siano i nessi esistenti tra uno dei sintomi più gravi del calo ormonale, ovvero le vampate di calore, con altri problemi di salute che si possono sviluppare in seguito (ad esempio, l’osteoporosi). Si è così potuto accertare che le “vampate di calore”, che non sono altro che l’effetto di un’improvvisa vasodilatazione, sono tanto più insistenti, ripetute e fastidiose, quanto più la donna in esame ha la possibilità di sviluppare in seguito altre patologie: soprattutto possono portare all’insorgenza di problemi cardiovascolari e cognitivi. Studiare  i sintomi è dunque fondamentale per poter poi mettere a punto una terapia adatta al singolo soggetto. Ad oggi, quella più usata per ovviare ai disturbi causati dalla menopausa (secchezza vaginale e problematiche a livello urinario) è la terapia ormonale sostitutiva, ovvero il celeberrimo “cerotto”. Tale terapia, ad oggi, ha dimostrato di poter apportare enormi benefici alla qualità della vita delle donne in menopausa. Il punto è che potrebbe non essere adatta a tutte le donne: per questo è importante saper interpretare i segni, come ad esempio la frequenza o l’intensità delle vampate di calore, che è un biomarcatore molto importante da non sottovalutare. Per migliorare la vita di una donna in menopausa, infatti, ci sono anche tanti altri modi, a partire semplicemente da alcune modifiche allo stile di vita del soggetto. Come ricorda il professor Stefano Salvatore, ginecologo e responsabile dell’Unità funzionale di Uroginecologia del San Raffaele di Milano, è infatti utile anche cambiare l’alimentazione, fare attività fisica, limitare alcool e fumo. Con piccoli accorgimenti, è cioè possibile affrontare la menopausa con serenità e senza troppe sgradevoli conseguenze.