Le nuove tecniche chirurgiche per risolvere i problemi urogenitali delle donne

L’età media della popolazione italiana si è molto allungata negli ultimi anni, e questo ha posto e sta ponendo alla scienza medica dei nuovi interrogativi che si riferiscono alle patologie delle persone anziane. I problemi uro ginecologici delle donne, che molto spesso si legano al periodo della menopausa e coincidono con il termine dell’età fertile della donna, ad esempio, si potrebbe dire che non sono più l’eccezione ma, in un certo senso, la regola.

Una donna su quattro, dopo la menopausa e in genere una volta oltrepassati i 40 anni di età, soffre infatti di problemi legati al suo apparato urinario e riproduttivo. Purtroppo però attorno a queste problematiche, soprattutto nel nostro Paese, c’è ancora molto pudore. Moltissime donne affette da questo tipo di malattie non si rivolgono al medico e conducono una vita piena di disagi, per vergogna o imbrazzo. Per questo motivo in Italia stanno sorgendo molti centri di eccellenza e ambulatori specializzati: il loro compito primario è quello di diffondere una diversa cultura nella donna, facendo comprendere che soffrire di problemi urogenitali non è qualcosa da subire in silenzio, ma che ci sono tante possibilità messe a disposizione anche dalla moderna scienza medica che possono consentire di condurre una vita normale. La presa di consapevolezza delle donne è molto importante, perché si prevede che in futuro la situazione peggiorerà, ovvero che ci sarà un numero sempre maggiore di casi di patologie legate all’apparato pelvico femminile. In America già oggi si effettuano circa 250 mila interventi all’anno per risolvere queste malattie; si calcola che nel 2030 i casi saliranno a 7 milioni. Questo perché la popolazione invecchia sempre di più, e l’Italia segue lo stesso trend. I due problemi più diffusi tra le donne in menopausa sono l’incontinenza e il prolasso pelvico. Possono soffrire di queste patologie anche donne ancora in età fertile, magari a seguito di un parto particolarmente doloroso. L’incontinenza di solito viene sopportata pazientemente e non affrontata, risolvendola con l’utilizzo di assorbenti. In realtà, non molte donne sanno che c’è un intervento che potrebbe ridonare loro la libertà e la tranquillità di un tempo. Il dottor Stefano Salvatore, responsabile Unità di Uroginecologia IRCCS San Raffaele di Milano, pratica con successo da tempo un tipo di chirurgia che consiste nell’inserimento di retine in polipropilene sotto all'uretra. Tali retine servono da supporto e si integrano perfettamente con i tessuti circostanti, garantendo un ripristino pressoché totale della funzionalità urinaria. Ogni intervento si esegue in day hospital, dura poco più di mezzora, ed ha successo nel 90% dei casi trattati. Per quel che riguarda invece il prolasso pelvico, un tempo l’unica soluzione possibile consisteva nell’asportazione dell’utero. Oggi invece, come racconta il dottor Roberto Baccichet, responsabile del servizio di Uroginecologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, si procede in questo modo: si inserisce attraverso la vagina della paziente una rete in polipropilene, che va a sostituire e reintegrare il supporto perduto del pavimento pelvico. Anche questo intervento ha un’altissima percentuale di successo e consente alla donna di non subire un’asportazione che le consente di sopravvivere, ma che la priva di gran parte della sua identità femminile. Quindi esistono tante nuove tecniche chirurgiche e protesiche che possono migliorare la vita delle donne in età avanzata, per consentire loro di continuare ad essere pienamente se stesse senza imbarazzi o fastidi.