Corso sulle patologie del pavimento pelvico presso l’Università di Sassari

L’incontinenza urinaria e, in generale, tutte le altre patologie che si legano al rilassamento del pavimento pelvico, sono tematiche che vengono studiate in modo approfondito e continuamente dibattute dalla comunità medica e scientifica, come dimostra il fatto che sono state oggetto di un corso che si è tenuto il 10 marzo 2018 presso l’Ateneo di Sassari a cui sono intervenuti molti specialisti del settore.

L’incontinenza urinaria riguarda in particolar modo le donne, per quanto vi possano essere soggetti anche gli uomini: le statistiche dicono che il 25% della popolazione femminile italiana, nel complesso, ne soffre nell’arco della sua esistenza. Questa patologia ha una maggiore incidenza tra le donne in post menopausa con oltre 60 anni di età. Poiché viviamo in una società dove la prospettiva di vita si è enormemente allungata, e con essa l’età media di una persona, è sintomo di civiltà permettere alle persone che superano i 60 anni di vivere comunque un’esistenza dignitosa e serena. L’incontinenza invece causa moltissimi problemi nelle donne che ne sono affette, non solo e non tanto a livello fisiologico ma anche a livello psicologico: non di rado si finisce per ammalarsi di depressione. Il professor Pier Luigi Cherchi, direttore della scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia di Sassari, ha parlato di “malattia silenziosa” poiché le donne, oltre a soffrirne, tendono ad avere vergogna di parlarne. Per questo è necessario che negli ospedali italiani si formino delle equipe di medici di diverse specializzazioni (Ginecologia e ostetricia, Urologia, Chirurgia generale, Colon-proctologia, Fisioterapia) che siano in grado di seguire un paziente sotto ogni diverso aspetto della sua malattia. Le cause che possono portare all’incontinenza, infatti, sono numerose. La più comune è il parto naturale, che compromette il pavimento pelvico; ma poi ci possono essere motivazioni chirurgiche, ad esempio l’asportazione dell’utero, patologie neurologiche, o il prolasso genitale. Prima di poter quindi individuare la cura più idonea è necessario tracciare un quadro clinico completo della paziente, e capire quali sono le cause del suo male. In seguito sarà così possibile decidere quale tipo di trattamento sia il più idoneo per il suo problema specifico: si può andare dalla semplice riabilitazione attraverso esercizi mirati, alle cure farmacologiche, fino agli interventi di chirurgia. In questo settore, in particolar modo, sono stati fatti dei passi da gigante: oggi, ad esempio, è possibile innestare delle protesi biocompatibili che permettono di ripristinare una completa funzionalità della parte lesa. Il corso è dunque servito a tanti specialisti del settore per aggiornarsi sulle nuove tecniche più avanzate, per confrontarsi con le reciproche esperienze, e per pianificare modalità sempre più efficienti di affrontare il problema dell’incontinenza urinaria e delle altre patologie del pavimento pelvico. Antonio D'Urso, direttore generale dell'Aou di Sassari, ha sottolineato come avere una sempre maggiore consapevolezza degli interventi possibili che si possono attuare serve anche ad ottimizzare al massimo le risorse a disposizione, che purtroppo sono sempre più esigue e che quindi devono essere sfruttate meglio che sia possibile. Il corso è stato organizzato dall’unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia dell'Aou di Sassari, con il sostegno dell’associazione italiana di Uroginecologia (Aiug) ed il patrocinio del dottorato di ricerca in Scienze Biomediche dell’Università di Sassari con il supporto dell’associazione italiana di Uroginecologia. In conclusione dei lavori Salvatore Dessole, direttore dell'unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia dell'Aou di Sassari, ha ribadito lo scopo ultimo, che è quello di permettere alle persone di invecchiare sempre di più e sempre meglio.