Convegno AOGOI a Viterbo

In ambito ginecologico ed uroginecologico, come in ogni altra branca della medicina, è molto importante che i professionisti del settore si confrontino il più spesso possibile affinché le informazioni possano circolare. La ricerca scientifica è in continua evoluzione e quasi ogni giornO si mettono a punto nuovi farmaci o nuove tecniche chirurgiche per migliorare la vita dei pazienti. Questo è ancora più vero per l’uroginecologia, che è una specializzazione che a lungo è stata poco considerata poiché riguarda una sfera molto delicata, quella relativa al corpo femminile. Le donne spesso hanno pudore o vergogna di parlare con un medico di alcuni disturbi di cui soffrono a livello intimo.

Al giorno d’oggi, per fortuna, lo stato delle cose è molto cambiato. La medicina può non solo aiutare a sopravvivere e curare patologie bravi, ma soprattutto può migliorare la qualità della vita di donne che soffrono di patologie non mortali ma molto invalidanti. Per parlare di tutte le ultime novità del settore, per un confronto sereno sulle tematiche più importanti, quest’anno Viterbo si è trasformata nella “capitale dell’Uroginecologia”. Tra il 24 e il 25 novembre 2017 si è infatti svolto in città, presso il complesso monumentale di Santa Maria in Gradi, il convegno voluto da AOGOI (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani) e AGITE (Associazione ginecologi territoriali). Si è trattato di una due giorni molto intensa, in cui si sono avvicendati vari luminari in campo uroginecologico per affrontare diverse tematiche. Il luogo in cui si sono svolti i vari appuntamenti è stata l’Aula Magna di Santa Maria in Gradi, che è anche la sede dell’Università di Viterbo che ha ospitato l’evento. A rendere possibile questo importante congresso è stato anche il supporto della ASL e del Comune di Viterbo. L’evento è stato accreditato da Symposia Organizzazione Congressi. Il programma ha previsto l’apertura, il primo giorno, con una discussione relativa ad una malattia molto grave per la quale si sono però messe a punto cure e sistemi di prevenzione sempre più efficaci, ovvero il virus HPV che causa il carcinoma alla cervice. Per combattere questo male il metodo che offre i risultati maggiori è la prevenzione, che viene caldeggiata da tutti i professionisti del settore. Naturalmente per la prevenzione è necessario che le strutture sanitarie siano adeguatamente preparate. A seguire si è parlato di un’altra problematica molto diffuse tra la popolazione femminile, che, pur non ponendo il soggetto che ne è affetto in pericolo di vita, può degradare molto la qualità dell’esistenza. Si tratta del disfacimento del pavimento pelvico, che porta all’incontinenza urinaria e a tutta un’altra serie di conseguenze. Questa è una delle patologie di cui le donne faticano a parlare con il proprio ginecologo, che invece potrebbe essere risolta con riabilitazione, terapie o, nei casi più compromessi, con un intervento chirurgico. Al termine della mattinata di venerdì 24 novembre si è parlato di contraccezione, per poi riprendere nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, discutendo delle problematiche connesse al parto e alle tecniche di fertilità. Da ultimo si è discusso del rapporto tra medico e sistema sanitario nazionale. Il giorno seguente, sabato 25 novembre, il simposio è proseguito in mattinata affrontando la tematica della menopausa, ragionando sulle varie tecniche che esistono per alleviarne i sintomi e rendere quindi questo particolare periodo della vita di una donna sempre meno traumatico per chi lo attraversa. Dopo una parentesi sulle tecniche chirurgiche, il convegno si è chiuso parlando di parto in casa, tecnica antica che sta tornando a diffondersi.