Consegna, Collaudo ed Assistenza Post Vendita

L’incontinenza è un disturbo che molto spesso non viene denunciato da chi ne soffre. In particolar modo le donne pensano che sia una conseguenza inevitabile dell’età e della menopausa, per cui si tengono il fastidio senza ricorrere a cure mediche, se non quando ormai il problema è inevitabilmente degenerato.

Molto spesso, un paziente non parla di incontinenza per pudore, per vergogna, oppure non si rivolge ad una struttura sanitaria perché non sa che esistono delle cure in grado di migliorare notevolmente il suo tenore di vita. Invece le cure ci sono, e garantiscono ottimi risultati: non solo quelle farmacologiche, che sono le terapie più usate, ma da qualche tempo esiste anche la possibilità di eseguire un piccolo intervento capace di risolvere il problema. Si tratta di iniezioni di tossina botulinica, più comunemente noto come botox. Tutti conoscono il botox per via dell’utilizzo che se ne fa in campo di chirurgia estetica, ma pochi sanno che questa sostanza viene usata per praticare delle infiltrazioni, operate mediante cistoscopia, che permettono di risolvere il problema dell’incontinenza in maniera molto soddisfacente. L’infiltrazione va ripetuta una volta ogni sei mesi, e teoricamente potrebbe essere eseguita presso qualunque ambulatorio di uroginecologia o di urologia. Purtroppo, però, questa tecnica in Italia non ha preso ancora piede, un po’ perché è poco conosciuta dai pazienti, un po’ perché mancano centri appositi che la pratichino. Nella Regione Lazio, però, si è in attesa di quella che sembrerebbe essere l’ormai prossima emanazione del PAC, ovvero del Pacchetto Ambulatoriale Complesso per il trattamento dell'incontinenza da urgenza sia idiopatica sia neurologica con tossina botulinica. Il “pacchetto”, così come viene definito, prevede tutte le varie fasi necessarie per il trattamento dell’incontinenza, a partire dalla semplice diagnosi fino allo studio e all’applicazione delle terapie più idonee. La creazione di un PAC, come ad esempio già esiste nella Regione Piemonte, non solo faciliterebbe al paziente la possibilità di accedere alle cure, e gli darebbe la possibilità di rivolgersi a centri idonei per seguirlo in ogni fase della sua malattia; soprattutto diventerebbe un’agevolazione del punto di vista economico. Il trattamento con il botox ad oggi è infatti, almeno formalmente, garantito dal sistema sanitario nazionale (SSN), quindi i suoi costi non devono essere coperti dall’ammalato ma sono sostenuti dallo Stato. In Italia si è molto lenti ad approvare questo tipo di procedure, a differenza di quanto accade all’estero, perché l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) spesso predilige la terapia farmacologica tradizionale, senza intravedere i benefici, anche economici, di un adeguato servizio di assistenza agli ammalati. Tramite la terapia di botox, che in genere viene consigliata a chi ha già sostenuto anche una terapia farmacologica e la cui situazione richiede interventi più incisivi, è possibile ottenere un risparmio in termini, ad esempio, di pannoloni. Se poi si pensa che le cure per l’incontinenza urinaria costano tanto quanto quelle per l’artrite, e molto più di quelle per l’osteoporosi e l’influenza, si capisce facilmente come sarebbe assolutamente conveniente fare in modo che questa patologia possa essere curata nel più breve tempo possibile, e nel modo migliore. Senza considerare, ovviamente, il netto miglioramento che si avrebbe nella vita degli ammalati cronici, che si sono abituati a convivere con un disturbo che invece potrebbe sparire dalla loro esistenza. Si resta dunque in attesa che la Regione Lazio approvi il PAC per la cura con botox dell’incontinenza, e che altre regioni la seguano al più presto.