Bonus Pannolini 2019: in realtà “Bonus Pannoloni”

Il 2019 è cominciato con una brutta notizia per i genitori che speravano di avere un aiuto da parte del Governo nell’acquisto dei pannolini per i propri bambini, e anche per donne che mensilmente hanno bisogno degli assorbenti intimi per l’igiene personale. Infatti in molti attendevano il cosiddetto “Bonus Pannolini”, ovvero delle agevolazioni, presumibilmente fiscali, che avrebbero dovuto alleggerire un po’ la spesa annua di donne e genitori con bimbi ancora in fasce.

In realtà l’IVA al 22% è rimasta su questi prodotti, e quindi il carico di spesa per alcune famiglie italiane non è stato in alcun modo alleggerito. L’unica vera novità introdotta per questo nuovo anno dovrebbe definirsi più correttamente “Bonus Pannoloni”, visto che riguarda tutte quelle persone che sono affette da incontinenza. Si tratta di una misura che è stata modellata su una proposta della Regione Piemonte, dove è già attiva. Se in passato per gli incontinenti venivano previste delle erogazioni di pannoloni, da andare a ritirare presso le apposite strutture sanitarie preposte, ora le modalità di sussidio sono un po’ cambiate. Calcolando l’importo spettante sul livello di gravità dell’incontinenza (che viene classificata in quattro diverse fasce, dalla forma più grave a quella più lieve) ad ogni famiglia in cui vi sia un membro che soffre di questa patologia viene dato un importo mensile variabile che va da un minimo di 9 ad un massimo di 56 euro. In pratica si tratta d una cifra che poi la persona può spendere come meglio crede, e che gli viene erogata tramite la tessera sanitaria, al fine di ottimizzare la spesa e di acquistare i prodotti più confacenti alle esigenze personali. Questa dunque è una novità molto positiva, che non incide sulla spesa pubblica che resta invariata rispetto al passato (pari a 27 milioni di euro mensili) ma migliora il servizio. Infatti adesso i pazienti non devono più adeguarsi a ciò che viene dato loro, ma possono gestire autonomamente gli importi spettanti acquistando i presidi medico-sanitari necessari. Marzio Zullo, esperto dell’Associazione Italiana di Uroginecologia (Aiug), ha spiegato che in questo modo si consente non solo di gestire meglio il denaro a disposizione, ma anche di valutare in modo più adeguato il supporto di cui ogni singolo paziente ha bisogno. Fin qui dunque tutto bene, anzi, decisamente meglio rispetto al pregresso. I nodi vengono al pettine però quando si vanno a considerare le necessità di altre due fasce di popolazione: quella delle famiglie in cui c’è un bambino piccolo e quella delle donne che sono in età fertile. Per i pannolini per bambini e per gli assorbenti femminili, nonostante fosse stato promesso un alleggerimento dell’IVA, non è stata invece messa in atto alcuna misura. Carlo Rienzi, presidente di Codacons, ha immediatamente sollevato la protesta per il mancato taglio dell’IVA, inviando una lettera al Presidente della Repubblica che è stata poi inoltrata a tutti i Senatori delle presente legislatura che possono occuparsi della problematica. In base a quanto espresso dalla Codacons in questa missiva, il mancato taglio dell’IVA, rimasta invece invariata al 22% come negli anni passati, rappresenta un insostenibile aggravio di spesa soprattutto per i ceti meno abbienti. Pannolini e assorbenti sono infatti beni di prima necessità di cui non si può fare a meno. Si sollecita dunque un pronto intervento e l’adozione di misure anche a favore di queste categorie, così come è stato fatto per i pazienti affetti da incontinenza.